D.Lgs. 231/2001: rivoluzione 2026 su Reati Alimentari e Reati Ambientali

Il 2026 rappresenta un anno di svolta per il sistema della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge n. 75 del 21 aprile 2026 e del Decreto Legislativo n. 81 del 21 aprile 2026, il legislatore ha introdotto importanti modifiche ai reati presupposto 231, ampliando il catalogo delle fattispecie rilevanti e rafforzando il sistema sanzionatorio nei confronti delle imprese.
Le novità riguardano in particolare:
- i reati agroalimentari e contro il made in Italy
- i reati ambientali
- l’aggiornamento degli artt. 25-bis.1 e 25-undecies del D.Lgs. 231/2001
- l’introduzione di nuove fattispecie penali
- l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie e interdittive applicabili agli enti
Per le aziende diventa quindi fondamentale procedere ad un aggiornamento tempestivo del Modello 231, della mappatura delle attività sensibili e dei protocolli di controllo interno.
Si segnala inoltre che il Decreto Legislativo n. 83 del 16 aprile 2026, attuativo della Direttiva (UE) 2024/1233, ha introdotto modifiche anche in materia di impiego di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, intervenendo sull’art. 22 del D.Lgs. 286/1998, richiamato nell’ambito dell’art. 25-duodecies del D.Lgs. 231/2001. La novità conferma il progressivo ampliamento delle aree di rischio rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti.
Reati alimentari e D.Lgs. 231/2001
Con la Legge 21 aprile 2026, n. 75, recante “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani” (GU Serie Generale n. 110 del 14 maggio 2026), il legislatore ha introdotto rilevanti modifiche al sistema dei reati presupposto in materia di tutela dell’industria e del commercio, intervenendo in particolare sulla protezione dei prodotti agroalimentari e del made in Italy.
La riforma impatta direttamente sull’Art. 25-bis.1 del D.Lgs. 231/2001, ampliando le aree di rischio per tutte le imprese operanti nella filiera alimentare, agroindustriale, logistica, distributiva e commerciale.
Le principali novità introdotte dalla Legge n. 75/2026
In particolare, la riforma ha:
- abrogato l’art. 516 c.p.
- modificato la rubrica e il contenuto dell’art. 517-quater c.p., rafforzando la tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni protette dei prodotti agroalimentari
- introdotto i nuovi reati di:
- Frode alimentare (art. 517-sexies c.p.)
- Commercio di alimenti con segni mendaci (art. 517-septies c.p.)
- Pena accessoria e circostanze aggravanti (art. 517-octies c.p.)
La Legge n. 75/2026 ha inoltre modificato l’Art. 9 della Legge n. 146/2006 in materia di operazioni sotto copertura, con effetti anche sui:
- Reati Transnazionali
- Delitti di terrorismo di cui all’Art. 25-quater D.Lgs. 231/2001
- Reati ambientali ex Art. 25-undecies
- Reati di cui all’Art. 25-duodevicies relativi al riciclaggio di beni culturali

I nuovi rischi 231 per le imprese della filiera agroalimentare
Alla luce dell’evoluzione normativa e dell’accresciuta attenzione verso la tutela della filiera agroalimentare, assumono particolare rilevanza i presidi di controllo inerenti:
- conformità e qualità dei prodotti
- veridicità delle informazioni commerciali e dell’etichettatura
- tracciabilità e rintracciabilità delle materie prime
- gestione dei fornitori qualificati
- tutela dei marchi, delle certificazioni DOP e IGP
- prevenzione delle frodi commerciali e alimentari
Le imprese che operano nella produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione alimentare dovranno quindi rivalutare le proprie attività sensibili 231 e aggiornare i relativi protocolli di prevenzione.
Reati ambientali:
il D.Lgs. n. 81/2026 modifica l’Art. 25-undecies
Con il Decreto Legislativo 21 aprile 2026, n. 81, attuativo della Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente (GU Serie Generale n. 113 del 18 maggio 2026), il legislatore ha rafforzato il sistema nazionale di repressione dei reati ambientali, ampliando la tutela penale delle matrici ambientali e introducendo nuove fattispecie rilevanti anche ai fini della responsabilità amministrativa degli enti ex D.Lgs. 231/2001.
Il provvedimento modifica in modo significativo l’Art. 25-undecies del D.Lgs. 231/2001, ampliando il catalogo dei reati presupposto ambientali e aumentando le sanzioni applicabili agli enti.
Le principali novità sui reati ambientali 231
In particolare, il D.Lgs. n. 81/2026 ha:
- modificato l’art. 452-bis c.p. (Inquinamento ambientale), ampliando la tutela agli habitat ed introducendo nuove aggravanti connesse agli effetti durevoli dell’inquinamento e al pericolo per la vita o l’incolumità delle persone
- introdotto l’art. 452-bis.1 c.p. (Commercio di prodotti inquinanti), che punisce l’immissione sul mercato di prodotti idonei a cagionare compromissioni o deterioramenti significativi delle matrici ambientali
- introdotto l’art. 452-ter c.p., relativo ai casi di morte o lesioni conseguenti ai delitti di inquinamento ambientale o commercio di prodotti inquinanti
- introdotto l’art. 452-quinquiesdecies c.p., che amplia la nozione di “abusivamente”, includendo anche violazioni della normativa europea e autorizzazioni ottenute fraudolentemente
- introdotto l’art. 452-sexiesdecies c.p., che prevede nuove circostanze aggravanti in presenza di profitto rilevante o utilizzo di documentazione falsa
- abrogato l’art. 733-bis c.p., le cui condotte risultano oggi assorbite nella nuova disciplina dei delitti ambientali
- modificato l’art. 256 del D.Lgs. 152/2006, con un significativo inasprimento delle sanzioni in materia di gestione non autorizzata dei rifiuti, soprattutto per i rifiuti pericolosi

Compliance ambientale e aggiornamento del Modello 231
La riforma conferma la crescente centralità della compliance ambientale nei sistemi organizzativi aziendali e rafforza il ruolo del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001 quale presidio fondamentale di prevenzione del rischio-reato ambientale.
Le aziende dovranno prestare particolare attenzione a:
- Gestione dei Rifiuti
- Autorizzazioni Ambientali
- Scarichi ed Emissioni
- Gestione di Sostanze Pericolose
- Controlli Documentali e Autorizzativi
- Tracciabilità dei Processi Produttivi e Logistici
- Gestione dei Fornitori e degli Appaltatori Ambientali
Nuovi reati 231: perchè aggiornare subito il Modello
Le modifiche introdotte nel 2026 rappresentano uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni sul sistema della responsabilità amministrativa degli enti.
L’ampliamento dei reati presupposto, l’introduzione di nuove aggravanti e l’inasprimento delle sanzioni rafforzano in modo significativo il sistema di prevenzione dei rischi 231, rendendo necessario un aggiornamento tempestivo e strutturato del Modello.
In questo scenario, l’utilizzo di strumenti digitali dedicati diventa un elemento chiave per garantire continuità, efficienza e coerenza nella compliance aziendale.
Il Kit Software 231 di Winple consente alle aziende di disporre di un Modello 231 già strutturato, facilmente personalizzabile e implementabile, con aggiornamenti normativi costanti inclusi, supportando così l’impresa nell’adattamento alle evoluzioni legislative e nella tutela della propria governance e responsabilità legale.
Lo strumento software documentale per l’implementazione dei Modelli 231
Kit software documentale per la realizzazione di un MOGC ai sensi del D.Lgs. 231/01.
Contiene Manuale, Codice Etico, Parte Generale, Parte speciale, Analisi dei Rischi per articolo e per processo, Procedure di controllo interno, check list, modulistica, Regolamento OdV, Interviste e una guida illustrata per l’implementazione del Modello 231.


