Sanzioni più dure per chi imbratta monumenti e beni culturali

Legge n. 6 del 22 Gennaio 2024

Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistiche e modifiche agli articoli 518-duodecies, 635 e 639 del codice penale.

“Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 19 del 24.01.2024”
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Con l’Art 1 della Legge n.6 del 22 Gennaio 2024, il legislatore, inasprisce le sanzioni amministrative e lascia inalterate le sanzioni penali applicabili per :

  • Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili o, ove previsto, non fruibili beni culturali o paesaggistici propri o altrui
  • Chiunque, fuori dei casi di cui al punto precedente, deturpa o imbratta beni culturali o paesaggistici propri o altrui, ovvero destina i beni culturali ad un uso pregiudizievole per la loro conservazione o integrità ovvero ad un uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico.

Vengono pure date indicazioni sulla identità dell’autorità competente ad irrogare le sanzioni amministrative, sull’impiego dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie da parte del Ministero della cultura per il ripristino dei beni e indicazioni per le amministrazioni interessate all’attuazione delle disposizioni della Legge.

Con l’Art.2 vengono apportate modifiche all’articolo 518-duodecies c.p. “Distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici” inserito nella fattispecie dell’Art.25-septiesdecies D.Lgs231/01Delitti contro il patrimonio culturale“ che hanno interessato unicamente la parte descrittiva del comma uno “ Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o  in  parte  inservibili  o, ove previsto, non  fruibili  beni  culturali  o paesaggistici propri o altrui è punito con la reclusione  da  due  a cinque anni e con la multa da euro 2.500 a euro 15.000”  lasciando inalterate le pene per la detenzione e la relativa multa.

Con l’Art 3 e Art. 4 il legislatore ha apportato modifiche rispettivamente agli articoli 635 e 639 del codice penale, che, ancorché relativi “ai beni culturali”, non riguardano le fattispecie di reati previsti dal D.Lgs 231/01.

Anche di queste modifiche, che non interessano il modello organizzativo 231 riportiamo, per completezza dell’argomento, il testo aggiornato dei relativi commi o articoli:

Art. 635 c.p. Danneggiamento

III. Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui  in occasione di manifestazioni che  si  svolgono  in  luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con  la  reclusione da uno a cinque anni e con la multa fino a 10.000 euro.

Nota. Al presente comma dell’Art. 635 c.p. la durata della pena della reclusione è rimasta inalterata, mentre è stata aggiunta la multa fino a 10.000 euro.

Art.639 c.p. Deturpamento e imbrattamento di cose altrui 

Modifiche più consistenti sono state apportate all’Art. 639 c.p. che hanno riguardato i 3 commi esistenti nell’erogazione dell’importo delle multe con l’ampliamento dell’oggetto dei reati e nell’aggiunta di un quarto comma riguardante la deturpazione e l’imbrattamento di cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico.

Nota. Riportiamo il testo definitivo dell’Art.639 c.p.

I. Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 309.

II. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su teche, custodie e altre strutture adibite all’esposizione, protezione e conservazione di beni culturali   esposti   in   musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente e istituto pubblico, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro.

III. Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro

IV. Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni che si svolgono in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con le pene di cui ai commi precedenti, raddoppiate.

Nei  casi  previsti  dal  secondo  comma  si  procede d’ufficio.

Con la sentenza di condanna per i reati di cui al secondo  e  terzo comma il giudice, ai fini di cui all’articolo 165, primo comma, può disporre  l’obbligo  di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora  ciò non sia possibile, l’obbligo di sostenerne le spese o di rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna.

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