Decreto Legislativo n. 43 del 28 marzo 2025 e la figura del SOAC come attore fondamentale per la gestione delle imposte e quindi soggetto alle sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2001 in caso di violazioni legate al contrabbando.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale in data 04.04.2025 del Decreto Legislativo n. 43 del 28 marzo 2025 “Revisione delle disposizioni in materia di accise”, si assiste a una revisione significativa della normativa in materia di accise, sancendo l’introduzione della figura del Soggetto Obbligato Accreditato (SOAC).
In particolare, la nuova disciplina, comunemente identificata con l’espressione SOAC Decreto Legislativo 43/2025, rappresenta un passaggio normativo cruciale nel settore, con rilevanti implicazioni per aziende, operatori e soggetti obbligati nel comparto delle accise.
Pertanto, così come approvato dal decreto in esame, per ottenere la qualifica di Soggetto Obbligato Accreditato (SOAC), è necessario soddisfare specifici requisiti stabiliti nell’articolo 9-ter, comma 1 del Decreto Legislativo n.43 del 28 marzo 2025.
SOAC è l’acronimo di “Soggetto Obbligato Accredidato”. Si tratta di una figura introdotta dalla riforma del sistema delle accise, con l’obiettivo di incentivare la trasparenza e migliorare la compliance tra le aziende e l’amministrazione fiscale.
Come funziona
Innanzitutto, i SOAC sono soggetti obbligati al pagamento dell’accisa e devono avere sede in Italia.
Successivamente, è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a verificare i requisiti necessari per ottenere l’acreditamento
In base all’affidabilità dimostrata, i SOAC possono accedere a benefici fiscali e semplificazioni operative
Quali sono i vantaggi
In particolare, i SOAC possono ottenere:
- Semplificazioni amministrative
- Riduzione dei costi di gestione
- Un rapporto più diretto e collaborativo con l’amministrazione fiscale
Quali sono i requisiti per essere SOAC?
Per ottenere la qualifica di SOAC, è necessario dimostrare:
- Professionalità
- Solida organizzazione aziendale
- Affidabilità finanziaria
- Tracciabilità della filiera di approvvigionamento
- Conformità alle norme fiscali
Tra i criteri previsti, al comma e), viene specificato che, per le persone giuridiche o le società che richiedono l’accreditamento come SOAC, devono poter dimostrare di non essere incorsi, nel quinquennio antecedente la richiesta, in provvedimenti sanzionatori ai sensi del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231.
Inoltre, nello specifico, l’articolo 23, comma 6 del D.Lgs n.504 del 26 ottobre 1995 prevede sanzioni per determinate fattispecie di reato che, qualora commesse, precludono l’accesso alla qualifica di SOAC.
Questo provvedimento si inserisce all’interno del Testo Unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali ed amministrative (TUA), di cui al Decreto Legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e si collega direttamente alle fattispecie di reato previste dall’articolo 25-sexiesdecies del Decreto Legislativo 231/2001, relativo al contrabbando.
L’istituzione della nuova figura del SOAC, previsto dal Decreto Legislativo 43/2025, segna un passo importante nella regolamentazione delle accise e delle imposte sui prodotti energetici, con l’obiettivo, infatti, di garantire una maggiore trasparenza e controllo nelle operazioni fiscali.
Di conseguenza, è evidente che la figura del SOAC si configura come un attore fondamentale per la gestione delle imposte, con un ruolo di responsabilità e di sorveglianza, potendo essere ritenuto responsabile in caso di violazioni legate al contrabbando, e quindi soggetto alle sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2001.

Oltre a ciò, va sottolineato che, in ogni caso, sebbene la nuova disposizione non abbia un impatto diretto sulle fattispecie di responsabilità amministrativa previste dal D.Lgs. 231/01, la sua applicazione, tuttavia, è cruciale per prevenire il rischio di contrabbando e altre violazioni fiscali gravi, che rientrano nella sfera di applicazione dell’articolo 25-sexiesdecies del medesimo decreto.
Il decreto, che entrerà in vigore nei prossimi mesi, si inserisce in un contesto normativo più ampio, orientato, infatti, a rafforzare il sistema di controllo sulle operazioni fiscali e a prevenire il contrabbando e le frodi legate alle accise, un fenomeno che comporta danni ingenti sia per le finanze pubbliche che per l’integrità del mercato.
Pertanto, con l’introduzione del SOAC ai sensi del Decreto Legislativo 43/2025, le aziende dovranno conseguentemente adeguarsi a nuove responsabilità, implementando modelli di gestione e controllo per evitare pesanti sanzioni penali e amministrative.
Il nuovo decreto, quindi, non solo aggiorna la disciplina delle accise, ma inoltre fornisce strumenti aggiuntivi per combattere le frodi fiscali, a tutela dell’equità del sistema economico e della legalità fiscale.
In questo contesto, i tecnici Winple esperti del panorama 231, evidenziano inoltre l‘importanza cruciale di implementare un sistema di gestione ai sensi del D.Lgs. 231/01, che consenta non solo di prevenire il rischio di illeciti, ma anche di garantire un monitoraggio costante delle attività aziendali, favorendo così l’adattamento rapido alle normative in continua evoluzione.
In sintesi, solo attraverso l’adozione di un sistema di gestione adeguato e sempre aggiornato, infatti, le imprese potranno non solo proteggersi efficacemente da eventuali responsabilità, ma anche mantenere alta la loro reputazione sul mercato.
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