L’evoluzione della sicurezza nel lavoro agile: un nuovo perimetro di responsabilità per le PMI
Con l’entrata in vigore della Legge 11 marzo 2026, n. 34, il legislatore interviene nuovamente sul tema della salute e sicurezza sul lavoro, ampliando in modo significativo il perimetro di tutela anche alle modalità di esecuzione ormai strutturali come il lavoro agile.
Inoltre, le modifiche introdotte al D.Lgs. 81/2008, in particolare agli articoli 3 e 55, segnano un’evoluzione rilevante verso una concezione più moderna e diffusa della prevenzione.
Dal punto di vista operativo, il contesto risulta ormai evidente: il luogo di lavoro non è più circoscritto agli spazi aziendali. Infatti, le prestazioni lavorative, si svolgono sempre più spesso in ambienti esterni alla disponibilità giuridica del datore di lavoro, i quali, tuttavia, non possono essere esclusi dal sistema di tutela della sicurezza.
Dalla “postazione” al “modello organizzativo”
Sul piano concettuale, l’evoluzione normativa evidenzia un cambiamento culturale profondo. La sicurezza, infatti, non dipende più esclusivamente dal controllo diretto degli ambienti, bensì dalla capacità dell’organizzazione di governare i rischi anche in contesti destrutturati.
In tale prospettiva, il lavoro agile rappresenta un banco di prova fondamentale per l’efficacia dei modelli organizzativi e dei sistemi di gestione aziendale. Non si tratta soltanto di adempiere a un obbligo informativo, ma di garantire un presidio effettivo e documentato dei rischi, attraverso processi coerenti, tracciabili e constantemente aggiornati.
Le novità normative: obbligo informativo e regime sanzionatorio
In particolare, l’introduzione del nuovo comma 7-bis all’articolo 3 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che, anche nel lavoro agile, il datore di lavoro deve garantire tutti gli obblighi di sicurezza compatibili con tale modalità operativa. Per effetto di ciò, viene formalizzato l’obbligo di trasmettere almeno una volta l’anno, un’informativa scritta sui rischi generali e specifici connessi sia all’attività svolta all’esterno sia all’utilizzo dei videoterminali.
Parallelamente, il legislatore interviene anche sul piano sanzionatorio. infatti, attraverso la modifica dell’articolo 55, la violazione dell’obbligo informativo viene espressamente inclusa tra le fattispecie punite.
Ne deriva un passaggio particolarmente rilevante: tali violazioni possono infatti rientrare nel perimetro dei reati presupposto ex art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001, con conseguenti impatti sulla responsabilità amministrativa dell’ente.
Il ruolo centrale del Modello 231 aggiornato
Alla luce delle nuove disposioni, emerge con maggiore evidenza la necessità di un Modello 231 aggiornato e coerente con i nuovi scenari operativi. In particolare, l’estensione del rischio anche alle modalità di lavoro agile impone una revisione delle mappature dei rischi e dei protocolli di controllo, includendo scenari operativi non tradizionali.
Di conseguenza, un Modello 231 efficace deve oggi:
• considerare esplicitamente i rischi connessi al lavoro agile
• integrare procedure per la gestione e la tracciabilità dell’obbligo informativo
• prevedere flussi informativi e controlli sull’effettiva attuazione delle misure di prevenzione
• coordinarsi con gli altri sistemi aziendali, evitando duplicazioni e garantendo coerenza
Non si tratta solo di compliance, ma di protezione concreta dell’organizzazione.
ISO 45001: da standard a leva strategica
In questo contesto, l’adozione di un sistema di gestione conforme alla ISO 45001 rappresenta un elemento distintivo. Infatti, lo standard internazionale, basato su un approccio risk-based e sul miglioramento continuo, offre una struttura ideale per governare anche i rischi emergenti legati al lavoro agile.
Attraverso tale sistema, le organizzazioni possono:
• integrare il lavoro agile nella valutazione dei rischi
• definire misure preventive coerenti e documentate
• monitorare l’efficacia delle azioni intraprese
• dimostrare, anche in sede ispettiva o giudiziaria, un approccio sistemico alla sicurezza
Dalla norma agli strumenti operativi
Le modifiche introdotte dalla Legge n. 34/2026 non rappresentano soltanto un aggiornamento normativo, ma piuttosto un invito alle imprese a evolvere i propri modelli organizzativi.
Per le PMI, infatti, la sfida consiste nel trasformare un obbligo in un’opportunità: rafforzare i propri sistemi di gestione, integrare il Modello 231 con standard internazionali come la ISO 45001 e costruire un presidio efficace anche nei contesti lavorativi più fluidi.
In un mondo del lavoro che cambia, la vera compliance è quella che sa anticipare i rischi e, allo stesso tempo, governarli in modo strutturato.
In tale prospettiva, diventa fondamentale per professionisti e imprese dotarsi di strumenti operativi affidabili, aggiornati e integrabili, in grado di supportare concretamente l’implementazione e il mantenimento dei modelli organizzativi e dei sistemi di gestione. A tal fine, soluzioni come i software e i kit documentali proposti da Winple.it – Sistemi di Gestione si inseriscono in questo scenario come un valido supporto applicativo, consentendo di gestire in modo strutturato sia il Modello 231 sia i sistemi conformi alla ISO 45001, con un approccio coerente, aggiornato e orientato all’efficacia.
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