Novità D.Lgs. 231/01 – Aggiornamento 8 Novembre 2021

D.Lgs. n. 184 dell’8 Novembre 2021
Attuazione della direttiva (UE) 2019/713 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti e che sostituisce la decisione quadro 2001/413/GAI del Consiglio

D.Lgs. n. 195 dell’8 Novembre 2021
Attuazione della direttiva (UE) 2018/1673 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 Ottobre 2018, sulla lotta al riciclaggio mediante diritto penale.

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Modello231 | Sistema di allerta nel rispetto delle disposizioni del CCII

Modello 231-Sistema di allerta nel rispetto delle disposizioni del CCII

Legame tra Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII) e Modello 231.

Una possibile “stretta creditizia” dovuta all’adeguamento, da parte degli istituti di credito, alle nuove linee guida EBA (European Banking Autority) in merito a concessione e monitoraggio del credito, entrate recentemente in vigore, costringerà le imprese a perfezionare un’informativa chiara e credibile per gli istituti eroganti, con elementi di tipo quantitativo e qualitativo.

Essa risulterà indispensabile per continuare ad accedere a nuovi finanziamenti e a superare eventuali crisi di impresa dovute all’insolvenza e al conseguente accesso al credito.

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Modello unico ambientale | D.Lgs. 231 | WINPLE

Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2021

Dopo il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, recante «Attuazione della direttiva (UE) 2018/851 che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e attuazione della direttiva (UE) 2018/852 che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio» ecco il DPCM recante l’approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2021.

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Formazione: requisito essenziale per la corretta attuazione del Modello D.Lgs. 231/01

Culpa in vigilando e culpa in educando

Il D.Lgs 231/01 prevede che l’ente sia responsabile sia dei comportamenti posti in essere dai soggetti apicali che dei comportamenti posti in essere dai soggetti ad essi subordinati, con differenti configurazioni della responsabilità dell’ente stesso a seconda che si tratti di condotte riconducibili agli uni o agli altri.

In particolare, con riferimento ai reati commessi dai soggetti subordinati agli apicali, si è soliti parlare di “culpa in vigilando”: l’ente risponde in quanto la commissione del reato è stata possibile in seguito all’inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza dei vertici aziendali.

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