Aggiornamento Modello 231 e Decreto “Terra dei Fuochi”: responsabilità, sanzioni e nuove sfide per le imprese
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 agosto 2025, il Decreto Legge n. 116 rubricato “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti e per la bonifica dell’area denominata Terra dei Fuochi” segna un punto di svolta nella lotta ai reati ambientali in Italia. Ma soprattutto, impone un aggiornamento obbligatorio dei Modelli 231, richiamando enti e imprese a una più profonda responsabilità ambientale.

Un decreto che cambia lo scenario della compliance ambientale
Con l’entrata in vigore del Decreto, il giorno successivo alla pubblicazione, il legislatore ha introdotto modifiche rilevanti al D.Lgs. 231/2001, in particolare all’Art. 25-undecies, che disciplina i reati ambientali. L’obiettivo è chiaro: rafforzare gli strumenti sanzionatori e prevenire le condotte illecite che continuano a compromettere la salute dei territori, in primis la cosiddetta Terra dei Fuochi.
Uno dei passaggi più significativi è l’aumento delle sanzioni pecuniarie e l’estensione delle sanzioni interdittive, previste dagli articoli 9 e 16 del D.Lgs. 231/01, anche ai nuovi reati introdotti dal Decreto 116. Questo implica un necessario aggiornamento del Modello 231 alla luce del Decreto “Terra dei Fuochi”, che diventa uno strumento strategico per evitare conseguenze gravi sul piano giuridico ed economico.
Le novità normative: tra Codice dell’Ambiente e Codice Penale
Le modifiche toccano tanto il D.Lgs. 152/2006 (Norme in materia ambientale), quanto il Codice Penale. In particolare, vengono rivisti e ampliati diversi articoli chiave che impattano direttamente sulla gestione dei rifiuti, sulla tracciabilità e sull’obbligo di bonifica dei siti contaminati.
I suddetti articoli sono ora inclusi tra i reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti, e devono quindi essere considerati nei Modelli 231 aggiornati.
Reati del D.Lgs n.152/2006 - Norme in materia ambientale
Modifiche
Art.255 (Abbandono di rifiuti non pericolosi)
Art.256 (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata)
Art.258 (Violazione degli obblighi di comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari)
Art.259 (Spedizione illegale di rifiuti)
Introduzioni
Art.212 comma 19-ter (Albo nazionale gestori ambientali)
Art.255-bis (Abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari)
Art.255-ter (Abbandono di rifiuti pericolosi)
Art.256-bis (Combustione illecita di rifiuti)
Art.259-bis (Aggravante dell’attività di impresa)
Art.259-ter (Delitti colposi in materia di rifiuti)
Reati del Codice Penale in materia di bonifiche e contrasto all’inquinamento e al disastro ambientale
Modifiche
Art.452-sexies (Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività)
Art.452-quaterdecies (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti)
Introduzioni
Art.452-septies (Impedimento del controllo)
Art.452-terdecies (Omessa bonifica)
L’urgenza di aggiornare il Modello 231 dopo il Decreto “Terra dei Fuochi”
L’attuale scenario normativo impone alle imprese un cambio di passo. L’aggiornamento del Modello 231 a seguito del Decreto “Terra dei Fuochi” non è più un’opzione, ma un obbligo concreto per garantire l’adeguatezza dei protocolli di controllo interno e per prevenire la commissione di reati ambientali da parte dei propri apicali o collaboratori.
In particolare, il Decreto stabilisce che le sanzioni possono essere aggravate:
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Se i fatti sono commessi nell’ambito di attività d’impresa
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In caso di omessa vigilanza
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Quando i reati avvengono in aree contaminate o su strade di accesso a siti inquinati
A questo si aggiunge la possibilità della confisca dell’area su cui si è consumato il reato e l’applicazione di sanzioni interdittive nei confronti dell’ente.
Le modifiche legislative riguardano principalmente il contrasto ai reati ambientali e la responsabilizzazione delle imprese.

In particolare
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Art. 212-bis c.p.: Le imprese di autotrasporto conto terzi possono essere cancellate dall’Albo nazionale in caso di recidiva, con divieto di reiscrizione per due anni.
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Art. 255 D.Lgs 152/06: Le violazioni ambientali possono essere accertate tramite videosorveglianza senza necessità di contestazione immediata; la sanzione è applicata dal Sindaco competente. È prevista la reclusione per l’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti da parte di imprese o enti.
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Art. 256 D.Lgs 152/06: È punito con la reclusione chi realizza o gestisce discariche abusive, con pene più gravi se si tratta di rifiuti pericolosi. È sempre prevista la confisca dell’area interessata.
La reclusione è obbligatoria se il reato ambientale avviene in siti contaminati o se comporta pericoli per la salute pubblica o l’ambiente.
Le pene sono aggravate se i fatti sono commessi nell’ambito di un’attività imprenditoriale o organizzata, con responsabilità anche per omessa vigilanza da parte dei titolari o responsabili.
Nuove responsabilità anche per il trasporto, il Codice della Strada e le misure antimafia
Il Decreto 116/2025 interviene anche su altre normative correlate:
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Codice della Strada: sospensione della patente in caso di abbandono di rifiuti tramite veicoli
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Codice Antimafia: estensione dell’amministrazione giudiziaria alle imprese coinvolte in reati ambientali gravi
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Legge 146/2006 sulle operazioni sotto copertura: possibilità di investigazioni sotto copertura anche per i reati ambientali, già contemplate dai reati transnazionali
Queste modifiche mostrano un disegno normativo più ampio, che mira a colpire in modo sistematico i comportamenti illeciti, non solo con pene più severe, ma anche con strumenti preventivi e repressivi coordinati.
Con l’entrata in vigore del Decreto Terra dei Fuochi, il messaggio è inequivocabile: la tutela ambientale non è più rinviabile. Le imprese devono dotarsi di strumenti di prevenzione efficaci, aggiornare il proprio Modello 231 e formare il personale per affrontare i nuovi obblighi normativi. In questo contesto, l’aggiornamento del Modello 231 a seguito del Decreto “Terra dei Fuochi” non rappresenta solo un adempimento, ma una vera opportunità per rafforzare la governance aziendale, migliorare la trasparenza e promuovere la sostenibilità.
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